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Da sapere

Se il lavoro va storto

Quasi tutto si sistema al primo passo. Ma conviene farlo subito, e per iscritto.

1
Diglielo, e mettilo per iscrittoAnche solo un messaggio: cosa non va, da quando, e cosa chiedi. Serve che resti una data. Quasi tutte le storie finiscono qui.
2
Tieni le carte e fai le fotoPreventivo, messaggi, fattura, e le foto di com'è adesso. Fra un mese non te lo ricordi, e senza carte vale la parola di uno contro quella dell'altro.
3
Scrivilo anche a noiA info@lavoridizona.it, con il codice della richiesta che ti compare a fine chat. Se le segnalazioni su un'impresa si ripetono e stanno in piedi, la togliamo dal circuito.
4
Se non basta, ci sono posti che fanno questo di mestiereLe associazioni dei consumatori danno assistenza, e presso le Camere di Commercio esiste un servizio di conciliazione che costa poco e non richiede un avvocato.

Perché conviene muoversi subito

I termini per contestare un lavoro fatto male sono corti, e partono da quando te ne accorgi, non da quando il lavoro è finito. Quanto siano corti dipende dal tipo di contratto: per un lavoretto svolto da un artigiano si contano in giorni, per un'opera più grande in qualche settimana.

Non serve sapere quale dei due è il tuo caso: serve non aspettare. Un messaggio mandato il giorno che te ne accorgi vale più di una raccomandata fra tre mesi.

Se ti hanno venduto qualcosa lì per lì

Capita che durante una riparazione venga proposto un lavoro in più, e che si firmi sul momento. In molti di questi casi la legge dà al consumatore un tempo per ripensarci, perché il contratto è stato concluso a casa sua e non in un negozio.

Non vale sempre, e le eccezioni ci sono. Ma è una cosa che si può chiedere, e chiederla non costa niente: «se ci ripenso, che succede?»

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